cos’è lo psicodramma

Lo Psicodramma (dal greco drao, agisco e dall’inglese drama, teatro) è un modello e un metodo psicoterapeutico che è storicamente alla base di tutte le terapie di gruppo, ideato a Vienna negli anni Venti da Jacob Levi Moreno. Lo psicodramma, chiamato anche psicoplay, ricorre al gioco di messa in scena improvvisato e libero, e mira a sviluppare attivamente la spontaneità dei soggetti e lo sviluppo di relazioni di comprensione intensa ed empatia reciproca. L’essenza di questo prenderci cura sono l’ Incontro e la Spontaneità e ciò viene attuato attraverso la messa in scena ‘a soggetto’ di sogni, fantasie e vissuti personali di ognuno all’interno del gruppo. Le improvvisazioni, utilizzano decine di tecniche psicodrammatiche come il role playing, l’inversione di ruolo, il soliloquio, il doppiaggio culminano nella fase di catarsi e ristrutturazione del conflitto che resta una delle esperienze più profonde e “magiche” dell’esistenza umana e della grandezza e del potere di questo metodo. La sessione di psicodramma si conclude attraverso la condivisione dei vissuti e, talvolta, anche da una fase di analisi gestita dal “regista terapeutico” che è il conduttore del gioco.

La formula di Moreno, applicabile sia ai bambini che agli adolescenti e gli adulti, trova applicazioni, oltre che nella terapia privata, in comunità terapeutiche, scuole, ospedali e strutture sanitarie e culturali. Lo psicodramma costituisce un mezzo di indagine e ristrutturazione dei conflitti personali e di problemi collettivi. In enti pubblici e aziende trova spazio per la formazione, selezione e valutazione delle risorse umane in forma di sociodramma. Il termine metodi attivi si riferisce invece all’applicazione in altri approcci (come la Gestalt Therapy o la terapia della famiglia) di alcune delle tecniche ideate da J.L. Moreno. Con Moreno infatti il rapporto duale della coppia analitica si allarga al pubblico e all’incontro del gruppo nel teatro di psicodramma o sul campo della sua vita quotidiana.

Alla tradizionale interpretazione dei sogni di Freud (basata sul racconto del paziente e sul commento dell’analista) Moreno contrappone un’interpretazione in senso teatrale. Cioè la loro messa in scena con i compagni del gruppo (o l’aiuto di assistenti terapeutici detti “Io ausiliari”) che fanno da attori dei ruoli tra realtà e immaginazione. Inoltre, alla concezione riduttiva e deterministica della psiche su cui si basa il modello freudiano, lo psicodramma affianca e in certi casi oppone un’alternativa più dialogica e probabilistica imparentabile al relativismo di Jung e Jaspers. Vale a dire che nel “Teatro della Spontaneità”, una volta concluso il gioco dei ruoli del protagonista, il pubblico/gruppo dà una serie di echi, rispecchiamenti e commenti che prendono il posto delle interpretazioni professionali e “chiuse” del terapeuta.

La carica rivoluzionaria di questa teoria “aperta” della verità psicologica sembra oggi in linea con la rivalutazione delle “teorie della complessità” opposte ai grandi impianti totalitari di pensiero “chiuso”.

liberamente tratto da una definizione di Ottavio Rosati

Pubblicato da monicaguglielmi

Psicologa Clinica, Psicoterapeuta e Psicodrammatista ad orientamento Dinamico individuale, di coppia, di famiglia, di gruppo. Psicoterapeuta EMDR II livello. Iscritta all‘Albo degli Psicologi della Puglia con la matricola 3607.

Lascia un commento